Sabato notte - tratto da "L'effetto Grant"


La strada per il quartiere di Kensington è lunga ma con la moto è un viaggio di piacere, posso osservare tutto senza l’ingombrante presenza di auto, bus o persone, la strada è praticamente deserta a quest’ora della notte.

Posso anche godere del corpo di Daniel, lo avvolgo in un abbraccio e lui tiene con la sua mano sinistra la mia in una presa affettuosa, non la lascia è come se si fossero fuse insieme.

Arriviamo vicino a un parco, che scopro successivamente essere Hyde Park. La moto si inoltra in una strada residenziale di fronte al parco ma con un viale tutto alberato e molto chic. Si ferma davanti a un cancello in legno molto grande che fa parte di una proprietà circondata da un muro di brown brick, toglie un piccolo telecomando dalla tasca della giacca e il cancello si apre in un ampio cortile con giardino, ci addentriamo in un vialetto che porta a un garage, il cui portello si solleva in automatico mentre facciamo il nostro ingresso nella proprietà.

Non riesco a vedere bene la casa perché è buio e ci sono molte piante, comunque entriamo in un grande e spazioso garage che invece è illuminato con tante luci da soffitto che creano un ambiente molto originale e, alcune strisce a led che scendono dal soffitto lungo la parete creando una specie di scenografia luminosa che incornicia la parete frontale all’ingresso.

Posso ammirare le gioie di Daniel tutte parcheggiate. Se noi donne abbiamo come migliori amici i diamanti come diceva Marilyn Monroe, “Diamond are a girl’s best Friend”, gli uomini o meglio i pochi fortunati che possono permettersele, amano le auto d’epoca e le moto. La prima che mi colpisce in assoluto è parcheggiata nel posto d’onore su una grande pedana illuminata, ed è una vecchia auto che è un mito la Aston Martin DB5 grigia. Da qui arriva la mia adorazione per questa auto, e poi un grande Range Rover Sport con accanto una vecchia Giulietta rossa decappottabile, sono tutte bellissime, e io sono in estasi. Questo posto mi dice qualcosa in più di lui, sono davvero curiosa di vedere la sua “tana”.

Fisso lo sguardo nei suoi occhi e domando: «Ti piacciono le vecchie signore?» fingendo serietà.

«Sì, ma solo quelle da tenere in garage, sono in genere più affidabili ed eleganti, mentre quelle con cui condivido il letto le preferisco più giovani.»

Studia la mia espressione con un ghigno provocatorio, ma io faccio finta di nulla e incasso.

Intanto parcheggia la Harley vicino a una vespa verdolina, uguale a quella che guidava il protagonista di Vacanze romane, il film con Gregory Peck e Audrey Hepburn e, mentre è tutto indaffarato a sistemare i caschi mi dice: «Domani facciamo un altro giro, ok?».

«Sure».

Buona giornata

Aurora Redville


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In principio era il verbo. No, in principio era il sesso.
(Antonio Gramsci)