Quando l'azione diventa adrenalina!


Scacco matto al re bianco.

Buon giorno a tutti,

per questa “storia recensione” ho deciso di agire al contrario, prima vi presenterò il libro e poi il suo autore; un po’ perché lui non è un esordiente, ha infatti all’attivo già otto storie pubblicate e una ventina di racconti scritti, e poi perché le interviste sono sempre lunghe (mi hanno detto che mi dilungo troppo ah ah ah) così se vi piace la recensione del libro potete andare avanti e scoprire chi è l’autore.

Partiamo dal principio. Ieri sera ho finito di leggere il libro di un amico scrittore che avevo iniziato solo due sere prima, dire leggere è riduttivo, in realtà l’ho praticamente divorato. Okay che sono 75 pagine però, ragazzi… sono tutto ciò che si può chiedere ad una bella storia.

Infatti devo confidarvi che un po’ mi sono arrabbiata con l’autore, sì Simone è proprio così!

Vi spiego perché: quando leggo un libro io mi innamoro dei personaggi, della storia e di tutto ciò che le descrizioni di un luogo mi trasmettono, in questo racconto mi sono sentita davvero dentro la narrazione, probabilmente perché è veloce, c’è l’azione pura, quella che trovi nelle pellicole e che puoi vedere senza immaginare niente. Lui è riuscito a farmi immaginare tutto come in un film.

La prima parte del racconto è ambientata in Africa, e io mi sono sentita trasportata in quei luoghi, la seconda parte a Londra. E come già sapete è una delle mie città preferite.

Poi lasciatemi dire che la ciliegina sulla torta è la macchina che io adoro, come non amare l’Aston Martin? Il mio è un amore che arriva da lontano…

Ho apprezzato molto la tematica etica, parlare delle realtà scomode che in questa società hanno poca importanza, e anche del sogno di un uomo che cerca di cambiare le cose.

Anche se ci sono scene un po’ forti non mi hanno particolarmente impressionata, forse perché sono scritte all’interno di un contesto adatto, e ti aspetti proprio qualcosa di intenso.

Il ritmo è sempre incalzante dall’inizio alla fine, non ci sono cali durante la storia e si parla anche di amore.

La rivincita è parte di un percorso e in questa storia crea il tutto.

Quindi arrivata alla 74 esima pagina ho pensato “ma che cavolo, poteva farlo durare un po’ di più!” però non mi preoccupo visto che Simone Giusti ama scrivere e raccontare storie sono sicura che presto ne scriverà un’altra.

Ho meditato su quale musica potesse fare da colonna sonora a questa storia e ho subito pensato a lui: Moby Extreme Ways.

Ho messo il brano e ho scritto la “storia recensione” e devo dire che non c’è niente di più azzeccato perché come nel film a cui il brano fa da colonna sonora, anche il protagonista compie un viaggio alla scoperta di sé, dei suoi limiti.

Chiamiamolo “Il viaggio dell’eroe” perchè quello che si percepisce è l’evoluzione del personaggio, possiamo solo immaginare cosa succederà, ma al di là delle apparenze il significato profondo del libro (almeno come l’ho vissuto io) è che ciascuno di noi può intraprendere un viaggio, può decidere chi vuole diventare, e questo determinerà delle scelte difficili. Ma abbiamo un lungo cammino per migliorare noi stessi e diventare ciò che sogniamo.

Simone ha impiegato quattro anni per dare vita a questa idea, ma i mesi di lavoro sulla prima stesura sono stati circa 6/8 mesi; tutto il resto del tempo è servito per solidificare e stratificare la storia e i personaggi.

Scacco matto al re bianco di Simone Giusti è stato pubblicato il 25 gennaio 2019, edito da Il seme bianco ed è disponibile in tutti gli store online e nelle librerie.

“Quanto sono strani gli ideali: non danno niente e tolgono tutto.”

Se vi ho incuriosito anche solo un pochino vi consiglio di leggere questo libro perché vi darà delle emozioni fortissime durante queste serate d’inverno.

E adesso parliamo un po’ di Simone.

È nato a Pisa, classe 1977 ed è laureato in Archeologia. Come molti altri autori ha capito in tempo quale fosse la sua strada e con coraggio ha deciso di percorrerla!

Che lavoro fai?

Lavoro con le storie. Fino a qualche tempo fa credevo che per lavorare con le storie si dovesse per forza essere autori di romanzi campioni d’incasso, perché se non sei campione d’incasso non riesci a sopravvivere come romanziere. Ma era una visione molto molto limitata frutto di idee e pregiudizi che, se da un lato velocizzano la capacità di districarsi nel quotidiano, limitano enormemente le potenzialità dell’essere umano. Così, allargando le prospettive, mi sono reso conto che l’attività di romanziere è solo una sfaccettatura dell’attività di scrittura, o meglio, della comunicazione attraverso le storie. Si comunica con le storie mediante gli spot, mediante il copywriting persuasivo, mediante il public speaking, mediante la formazione in storytelling (corsi durante i quali do informazioni tecniche accompagnate da messaggi come si fa con la narrazione delle storie).

Quando è nata la passione per la scrittura?

Da sempre. Da sempre perché da piccolo vivevo nelle storie, perché da piccolo giocavo con le storie, perché sono sempre stato una sorta di creatore e al contempo frequentatore di storie. Ma che la mia passione fosse la scrittura, o meglio, che una sfaccettatura della mia passione fosse la scrittura, è stata una scoperta avvenuta per caso (non per caso ma per sincronicità) durante gli studi di archeologia.

È il tuo primo romanzo?

“Scacco matto al re bianco” è l’ottava storia pubblicata e forse è la ventesima scritta, o giù di lì. Il primo risale a undici anni fa. Ma questa è la prima volta che sono consapevole del percorso del protagonista anche perché io quel percorso l’ho fatto assieme a lui.

Quale è il tuo genere di letture?

Spazio tra saggistica e romanzi di genere, tra narrativa e indagini scientifiche e filosofiche. In pratica mi lascio trasportare dall’onda prodotta da ciò che non comprendo di me verso letture che servono a me. Per quanto riguarda la narrativa ho una passione incredibile per lo sword & sorcery, che tra l’altro ha una fantastica rivista italiana (Italian Sword & Scorcery) con cui collaboro da pochissimo. Adoro anche il cyberpunk, l’azione, adoro anche lo storico.

In questo romanzo ci sono tratti autobiografici?

In ogni storia ci metti del tuo, anzi, ci metti tutto te stesso e, a volte, vai al di là di ciò che consideri “te stesso” scoprendo realtà di te nascoste nelle pieghe di te. In pratica siamo come dadi dalle molte facce: scegliamo quale faccia mostrare ma ce ne sono decine oltre a quella; ebbene, nelle storie le altre facce vengono fuori. In questo romanzo in particolare c’è il mio personale viaggio dell’eroe, per la prima volta consapevole (consapevolezza arriva una volta terminato il viaggio: se c’è prima non è un viaggio), per la prima volta completato. Il protagonista compie quel viaggio dell’eroe e con lui lo compiono altri personaggi nella storia. Antagonisti e alleati sono coloro che ti mostrano i lati oscuri di te e coloro che ti aiutano a comprenderli per superarli e arrivare alla fine del viaggio attraverso le paludi della morte fino alla scoperta di qualcosa che non sapevi di te.

Cosa vorresti fare da grande?

Domanda fantastica a cui qualche anno fa avrei risposto proponendoti un sogno frutto di imitazioni di strade altrui per sentirmi appagato nella realtà dell’idea che gli altri hanno di me. Frase complessa, vero? È appositamente complessa perché va letta più volte e può spingere a viaggiare. Oggi ti dico che so solo chi sono, o meglio, chi so di essere ora. Un sapere che ogni giorno viene accresciuto e colmato per darmi sempre nuove prospettive. Ciò che sarò non sarà altro che il frutto del cammino che sto compiendo già ora. Ora. Ora… Il resto verrà da sé. E sarà molto più grandioso di quello che avrei mai potuto immaginare.

Stai scrivendo qualcosa? E cosa stai leggendo adesso?

Attualmente ho in cantiere diversi progetti. Tralasciando quelli squisitamente commerciali, sto lavorando a storie di sword & sorcery per la nota rivista italiana, sto sviluppando un librogame (il mio primo librogame!), sto scrivendo una drammaturgia su commissione e ho nei progetti a breve termine anche la fine della saga di Jimbo, un anti-eroe che ha fatto la sua comparsa tre anni fa e ora siamo giunti alla sua avventura finale.

Come letture, anche qui, seguendo l’intuizione sto leggendo saggi e romanzi. Tutto ciò che accade, accade per un motivo. Anche le letture sono sempre e costantemente voci che ti parlano di te.

Raccontami qualcosa che ha cambiato la tua vita.

Ci sono due eventi colossali che mi hanno brutalmente (e per brutale intendo: strappare dalla zona di comfort) cambiato e migliorato la vita. Sono accaduti due anni e mezzo fa. Sono andato a vivere con Denise e ho incontrato Michele. Per chi ha confidenza col film “Matrix”, lui è stato il mio Morpheus: l’uomo della pillola rossa o pillola blu. Indovina quale pillola ho scelto io?

Qui sta la chiave di tutto ciò che hai letto nelle risposte sopra. Se non sei soddisfatto, se pensi che tutto sia negativo, se c’è sempre qualcosa che ti assilla, se vuoi di più, sono due le cose da fare: intenzione al cambiamento (devi esser pronto a saltare nell’ignoto abbandonando tutte le certezze nelle quali sei cresciuto e nelle quali, seppur dolorose, ti sei cullato) e cambio di punto di vista (esser pronto a vedere la realtà al di là di come hai la certezza che sia).

Questo mi ha cambiato la vita: intenzione al cambiamento e cambio di punto di vista.

Buon viaggio e buona lettura.

Aurora Redville

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