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In principio era il verbo. No, in principio era il sesso.
(Antonio Gramsci)

Sardegna, terra di mare e di surf... "L'uomo delle onde" seconda parte

October 12, 2018

Stanotte ho fatto un sogno, ero sulla mia tavola da surf bianca e rossa, stavo cavalcando un’onda altissima e poi sono caduta in acqua. La sensazione era così vivida che sentivo il fresco dell’acqua sul mio corpo, ero immersa e vedevo la luce che filtrava dentro l’acqua e nel contempo cercavo di tornare su.

Non ero spaventata, tutt’altro ero in pace con me stessa, credo che sia questo quello che sentono coloro che vivono il mare.

Era un ricordo, di quelli belli.

 

 

 

 

 

Adesso sono curiosa di sapere se gli amici sassaresi o dei dintorni sono andati in spiaggia a curiosare, del resto il clima della Sardegna si presta di più alle uscite nel fine settimana, ed è un po’ diverso dal posto dove vivo io.

Non sono invidiosa, è solo che quando mio fratello o qualche amico mi invia le foto dei loro aperitivi sulla spiaggia penso solo una cosa: ma che ca… ci faccio qui?

Ho visto che Marco Pistidda è ancora molto attivo in acqua, le sue stories su Instagram me le gusto ogni giorno, così un po’ per farmi del male, ma anche perché “vedere” stimola la fantasia e riscalda il cuore.

Non tutti amano il mare d’inverno perché è più freddo, ma non sempre è così, spesso ancora a novembre si possono trovare delle giornate bellissime e calde, quindi dipende, sì, dipende dalla voglia che abbiamo di scoprire e di metterci in gioco… e poi avete presente cosa si prova a passeggiare sulla spiaggia deserta, con solo il rumore del vento e delle onde?

Avete mai provato il surf?

Potreste scoprire delle qualità che non sapevate di avere, ad esempio: la pazienza.

Un aspetto che caratterizza “il surfista” infatti è la calma ma anche la pazienza, ho sempre pensato che l’attesa dell’onda fosse una sorta di meditazione e… beh, è proprio così, meditazione attiva chiamiamola in questo modo.

 

 

 

 

Il giorno della prima lezione del mio bimbo le onde erano perfette per imparare, tanto che se non avessi avuto il ginocchio fuori uso mi sarei buttata in acqua.

Mentre guardavo Marco "Il bonga" che faceva lezione, ho provato una profonda ammirazione per questo ragazzo, perché lui è uno di quelli che ha inseguito il suo sogno… e lo fa ancora.

Ho fatto qualche foto, ma poi mi sono messa sulla riva a guardare con quale attenzione seguiva i suoi allievi assieme a suo fratello Riccardo.

Ero forse più emozionata di mio figlio, lui infatti stava “lavorando”, io me la godevo proprio a vedere quello spettacolo, le prime onde sotto i suoi piedini. Non so se dipende dal fatto che sento un legame fortissimo con la mia terra, la sua natura selvaggia, e la mia famiglia, fatto sta che in quel preciso istante ho capito.

Ho capito che era arrivato il momento di smettere di pensare che solo a San Diego avrei potuto rivivere quel tipo di esperienza, le onde erano lì sotto i miei occhi, potevo toccarle e potevo mettere il mio cuore in pace.

Adesso grazie a Marco in molti possiamo vivere quel sogno.

Comprendere che basta avere una tavola per fare ciò che si desidera è stata come la ciliegina sulla torta.

 

 

 

 

Noi abbiamo un mare straordinario, puoi vedere i tuoi piedi quando sei dentro l’acqua, puoi specchiartici dentro. Se sei abbastanza attento puoi imbatterti in stelle marine, non serve andare ai Caraibi o alle barriere coralline. Noi nella nostra terra abbiamo tutto ciò che si può trovare in altri luoghi, molto più lontani.

Un caro amico, che è di origine scozzese, ha viaggiato in tutto il mondo per passione, lui era di quelli che facevano le foto per National Geographic, e qualche tempo fa quando è approdato in Sardegna ha detto che la nostra terra non è un’isola, è un micro continente.

È rimasto talmente colpito da questo posto ricco di storia e tradizioni che ha comprato casa qui.

La verità è che non solo io o pochi altri proviamo queste sensazioni quando siamo in questa terra.

Così rifletto su questo e molto altro, quando termina la lezione il mio bimbo prometto a me stessa che la prossima estate anche io farò finalmente questa cosa, incrociamo le dita.

Ma oltre che desiderio per questo tipo di esperienza, Marco ha suscitato il mio interesse, infatti divento un po’ curiosa quando conosco persone che sanno trasmettermi la loro passione e la loro determinazione, sono sempre a caccia di storie e mi ispiro per i miei romanzi.

Approfittando del fattore vento, ritorniamo in spiaggia anche il giorno dopo perché ci sono le onde giuste, così come il giorno prima io mi metto sulla riva e osservo. Sono tutti entusiasti e anche se è faticoso, dopo la lezione sono sempre di buon umore.

Fa molto caldo così faccio un bagno, noto che la corrente spinge forte, prendo il mio bimbo più piccolo e lo porto verso la riva. Infatti è da quando siamo arrivati che il bagnino continua a fischiare per riportare le persone in sicurezza, direi che è la giornata perfetta per fare surf.

Finita la lezione e dopo aver salutato i suoi allievi Marco torna sulla riva con la sua Linda, è la sua splendida cucciola, ha degli occhi che parlano da soli e io ho un debole per gli amici a quattro zampe, ci siamo messi a parlare del più e del meno, intorno a noi poca gente, chi prendeva il sole e chi giocava nell’acqua.

I miei bimbi erano vicini, e tutto sembrava come ovattato dalla luce del sole che inondava la sabbia. È in quel momento che ho capito che dovevo scrivere qualcosa di questa esperienza, e sono stata sincera con Marco, gli ho detto che faccio la scrittrice e che volevo chiedergli alcune cose.

Lui ha sorriso, ha capito che quella esperienza mi aveva ispirata, nel frattempo è arrivato anche Riccardo (suo fratello), sono così simili e diversi che sembrano disegnati.

Ma se si deve parlare di qualcuno che non si conosce bisogna porgli alcune semplici domande.

Io amo la musica, e la prima cosa che ho notato è il tatuaggio sul suo petto “Amore, Surf & Punk Rock”.

Non mi è venuto in mente di chiedere il perché delle prime due parole, sapevo che erano legate insieme, invece il Punk Rock mi ha fulminata.

Così lo chiedo direttamente a lui, la risposta mi convince all’istante.

Non c’è dubbio che lui sia “l’uomo delle onde”, questa mi è venuta istantaneamente dopo aver sentito le sue parole.

“Da piccolo sono stato folgorato da un gruppo che, con la sua musica esprimeva appieno ciò che le mie orecchie avevano bisogno di sentire. Energici, potenti ma allo stesso tempo melodici, i Green Day da Berkeley California. Loro hanno dato una svolta alla mia vita. Oltretutto il punk rock Californiano è da sempre la colonna sonora di molti video di surf degli anni ‘90 e 2000. Un connubio perfetto.”

Ma come abbia scoperto la passione e l’amore per il mare e questo senso di libertà che sprigiona questa forza della natura è una cosa che mi racconta lui stesso.

Fin da bambino ha avuto un forte influsso paterno, Nello (suo padre) ha sempre avuto questo richiamo, ha scelto vari sport che lo hanno portato a stare a contatto col mare, poi si è dedicato ad altro, dal deltaplano, al parapendio, sport differenti ma stesso stile di vita perché stai sempre a contatto con la natura, respiri sempre un senso di libertà e di pace che ti appagano tantissimo, mi dice con gli occhi ridenti che questi sport possono diventare per chiunque una specie di terapia. È suo padre che gli ha insegnato tante cose quando era ancora piccolo, lo ha portato a scoprire il fondo del mare, conoscere le creature che lo popolano, scoprire posti nascosti che solo in pochi sapevano trovare.

Ma come venne a contatto con la tavola è molto California Dream.

Quando aveva 17 anni, conobbe una piccola realtà che ruotava attorno a un negozio di surf che era il primo a Sassari e si chiamava Black Market, il titolare del negozio gli disse che in Sardegna si poteva praticare il surf, e gli mostrò una foto dove c’era lui a Porto Ferro su un’onda lunghissima.

 

Cosa però lo abbia spinto a provare il surf me lo dice quasi sottovoce, come se fosse un segreto tra lui e il mare.

A dargli l’input è stato un senso di vuoto, come una mancanza, era come se fosse incompleto. Mi confessa: “questo vuoto riuscivo a colmarlo quando andavo al mare e giocavo con le onde, ma non sapevo esattamente come fare, in seguito sono venuto a conoscenza di questa realtà che era ancora praticata da una piccola nicchia di persone, era uno sport quasi sconosciuto, era uno sport/stile di vita. È tutto quello che c’è intorno che ti cattura, sei immerso nella natura, e questo fa sì che ti innamori anche del resto.”

Così arriva la decisione di acquistare la prima tavola, la muta invece gliel’aveva data il padre, una vecchia muta da sub sbracciata che completava mettendoci sopra una maglietta di cotone. Dopo che ha iniziato non ha più smesso.

Proprio mentre stiamo parlando vediamo uscire dall’acqua suo padre, che di corsa si dirige verso la doccia.

Penso che davvero è uno sport per tutte le età, per chi ama il mare ma vuole viverlo diversamente.

Andiamo verso la Bonga School perché deve allenarsi e per salutarci mi offre una birra, brindiamo alle nuove conoscenze.

Ma voi lo sapete che ha prestato il suo volto e questa passione nello spot della birra Ichnusa?

Se non avete ancora visto la pubblicità dovete assolutamente farlo!

È stato girato nell’aprile 2017, io ero a casa, era il mese di giugno credo, ho acceso la Televisione e sono rimasta ipnotizzata, la musica, i volti delle persone… era la mia casa.

Poi ho visto quella sequenza di Marco che sulla scogliera cammina tenendo la sua tavola sotto braccio e poi va in acqua (non sapevo ancora che fosse lui), è stato così emozionante che mi sono salite le lacrime agli occhi.

 

 

 

 

 

 

Solo chi è lontano dalla sua terra sa di cosa parlo.

Non so se questo racconto si concluderà qui, ma voglio lasciarvi con l’immagine di Marco che entra in acqua a “caccia” di onde.

 Lo guardo, e ripenso a quel pomeriggio di tanti anni fa sulla spiaggia di La Jolla.

 

Sono sicura che oggi troverete anche voi il tempo di sognare.

Buona giornata

Aurora Redville

 

Per le immagini ringrazio dal profondo del cuore 

Andrea Zannoni, foto Insta @andreazann (make.it)  un fotografo che ho conosciuto grazie a Marco, mi ha fornito quelle che meglio si sposavano col mio racconto.

Grazie Andrea! 

 

 

 

 

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