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In principio era il verbo. No, in principio era il sesso.
(Antonio Gramsci)

Tradimento, infedeltà... seconda parte

October 26, 2018

Questa parte l’ho scritta molto velocemente quindi perdonate gli errori e refusi. Volevo farla leggere ad alcune persone che con piccoli messaggi mi confortano e mi spingono ad andare sempre avanti.

Buona lettura

 

Seconda parte

 

Quando pensi che sia arrivato il momento… di solito non lo è mai.

La mia amica che chiamerò Giada perché è un nome che mi piace molto, mi ricorda Jada Pinkett la moglie gnocca di quel gran bel ragazzo di Will Smith, dicevo, Giada resta come pietrificata quando vede Adam. Sì Adam è il nome giusto, comunque, il problema è di solito la carica emotiva che ti porti dietro dopo giorni, settimane o anche alcuni mesi che aspetti di incontrare la persona con cui hai chattato.

Nella tua testa ti sei immaginato l’incontro decine di volte, almeno noi donne facciamo così, lavoriamo un po’ di fantasia. Per gli uomini il ragionamento è leggermente diverso, ma non è una cosa negativa.

Io ad esempio quando penso agli aeroporti ho tutta una serie di ricordi: belli, emozionanti, da togliere il fiato, tristi, strazianti, impegnativi, imbarazzanti… insomma credo di aver reso l’idea.

Ma se penso ad un incontro clandestino, mi immagino l’emozione, l’adrenalina, lo stato mentale ma anche lo sfarfallio nello stomaco. I primi appuntamenti sono questo no?

Sto divagando lo so, sono fatta così…

Però in questo particolare aeroporto, quando Adam esce fuori dalle porte scorrevoli i loro occhi si incontrano, hanno entrambi un fremito e sanno ciò che succederà… Prima o poi.

Giada resta immobile, così è Adam ad andarle incontro, posa lo zaino ai suoi piedi, passa la mano tra i capelli per tirarli indietro e sorride, dice: “Ciao”.

Ovviamente in inglese, non parlano la stessa lingua, e volutamente ho omesso un dettaglio non trascurabile… lei è nata in Sardegna.

Il gioco era stato parte della routine quotidiana che fino a quel momento aveva dato a entrambi modo di bastare l’un l’altro, e adesso?

Guardandosi negli occhi capiscono che ora tutto cambierà anche se… a volte si dovrebbe cambiare le proprie scelte in partenza.

Lui si china su di lei per baciarla tra l’orecchio e la guancia, così può sentire il suo profumo. Il gioco è fatto, è già impresso nella memoria.

La sua è una fragranza dolce ma fruttata, a base di mughetto, a lei ha sempre ricordato il profumo che usava sua madre quando era bambina.

Lei lo guarda e si tira leggermente indietro: “non qui, vieni.”

Lo guida all’uscita dell’aeroporto a si dirigono alla macchina, lui carica lo zaino nel bagagliaio e salgono in auto. Restano in silenzio per un momento fissando lo sguardo davanti a loro, un po’ per l’imbarazzo e un po’ perché hanno paura di quello che sta per accadere.

Giada gira la chiave e l’auto si mette in moto, guida veloce fuori dall’aeroporto e percorre una strada a scorrimento veloce, poi prende un’uscita e guida su una strada panoramica da mozzare il fiato, corre lungo una scogliera abbastanza isolata che conduce in un posto che lei ama, è lì che parcheggia la sua auto, un piazzale a strapiombo sul mare.

Non è un posto qualsiasi, è quello dove lei va spesso da sola quando sente che il suo cuore ha bisogno di qualcosa di familiare, un posto che le ricorda la sua terra così lontana ma così vicina, perché lei riesce a sentirne il calore e i profumi.

Di solito scende dall’auto per respirare il profumo dello iodio, la salsedine che schizzando sugli scogli si deposita impercettibilmente sul suo viso, i suoi capelli, le sue ossa. Oggi Giada resta nella macchina e sente il peso che questo momento avrà inevitabilmente su di lei.

È Adam a fare la prima mossa, le stringe la mano destra che è poggiata sullo sterzo. Giada gli rivolge un sorriso e poi inspira profondamente, le sue difese cedono quando sente: “sei ancora più bella che in foto…” si avvicina e lo bacia sulle labbra, con gli occhi aperti perché vuole ricordare questo momento per sempre.

Lui la stringe tra le sue braccia e la bacia come sempre ci si dovrebbe baciare, affondando l’uno nell’altra.

Stanno agganciati per dei minuti finché gli manca il respiro, Giada si scosta leggermente per osservarlo.

Sì, è come si aspettava, e il suo sapore… mai assaggiato niente di simile.

Sarà il sapore del proibito?

Continua…

Questa parte è dedicata al mio amico Marco Bait conosciuto per caso, che abita in un posto molto simile a quello che piano piano state immaginando, ma anche lui sente sempre il calore della sua terra.

Aurora Redville

 

Immagine del fotografo Andrea Zannoni, profilo Instagram @andreazann

L'avevo già usata ma è splendida.

 

Quando lavoro in sottofondo tengo sempre la musica, oggi ho ascoltato a ripetizione Keane, Everybody's changing... dolcissima.

 

 

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