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In principio era il verbo. No, in principio era il sesso.
(Antonio Gramsci)

Effetto natura...

April 2, 2019

Buon giorno amici,

cosa avete fatto nel week end? Io diverse cose malgrado non fossi proprio in forma, però, a volte bisogna vincere le proprie resistenze e dare retta ai propri mariti.

La domenica mattina è un momento in cui vorrei rilassarmi, però con queste belle giornate l’ideale è fare due passi. Così mentre con lo sportello del frigo aperto decidevo cosa preparare per pranzo mio marito ha proposto una gita a sorpresa, un paio d’ore al massimo: “vedrai che ti farà bene…”

Potevo rifiutarmi perché avevo un principio di emicrania, e poi da quando lo conosco le sue gite a sorpresa non mi sono mai piaciute, sarà che si finisce sempre per faticare, o perché prende dei sentieri che nessuno percorre più, forse anche perché sono più ripidi degli altri… non lo so, comunque ho voluto dargli fiducia, perché mi porta sempre in posti spettacolari.

Ci prepariamo, usciamo e dopo aver percorso pochi chilometri in auto arriviamo in una strada sterrata.

“Dobbiamo proseguire a piedi” ci informa il papà. I miei figli scendono dall’auto col nostro cucciolo Ohm e sorridono felici, non gli viene neanche un dubbio, loro sono fiduciosi.

Dopo cinque minuti Emiliano ci rivela che siamo diretti al laghetto di Sant’Agostino, alla ricerca dei famosi rospi che una volta all’anno si possono ammirare su queste rive nel momento dell’accoppiamento, arrivano a centinaia, per questo è un evento straordinario. Arrivano famosi fotografi da ogni dove, anni fa ho incontrato un canadese, era venuto apposta.

 

 

“Bello!!” diciamo in coro io e i bimbi, mi sento un po’ Alberto Angela che va a caccia di misteri, o quei fenomeni della natura di una bellezza che ti toglie il fiato, sì, mi sento proprio così, per circa un quarto d’ora… finché il sentiero diventa più impervio, osservo che non è neanche segnalato con le famose bandierine del CAI.

“Tesoro non ricordo che la strada per il laghetto fosse così, ricordavo un sentiero molto diverso, più che altro ricordo proprio un vero sentiero…”

“Sì, hai ragione quello era il sentiero ufficiale, questo è un sentiero che conoscono in pochi… quindi è speciale.”

I bambini lo guardano in estasi, io sto pensando che il sentiero andrebbe un po’ sistemato e che non ho la minima idea di quanto dovremo camminare! Sì perché all’inizio di un sentiero ufficiale di solito ci sono le informazioni tipo “durata del percorso 40 minuti, oppure 22 minuti. Insomma uno sa di che morte deve morire!

Questa è una vera e propria scalata in montagna, e poi penso “perché non sono rimasta a casa a cucinare qualcosa di speciale per pranzo? So già che l’emicrania aumenterà!”

Però malgrado i gradoni altissimi e ripidi, le pietre ovunque e i pezzi di legno sparsi lungo questo piccolo sentiero che rendono la camminata difficoltosa nessuno si lamenta, Nicolò e Mattia sono come due stambecchi, corrono, io tengo Ohm che mi sta accanto senza tirare, ogni tanto mi guarda come a dire “certo che sei proprio lenta oggi!” faccio finta di niente e poi lo libero, insieme ai bimbi corre e ci lasciano indietro.

Arriviamo ad una prima roccia gigante, la leggenda narra che un tempo questo luogo era abitato dalle streghe, è il letto del lago che si trova più in alto. È davvero un posto magico, se ci si avvicina alla base della roccia si può sentire l’acqua che scorre da qualche parte, intorno è tutto sottobosco e una specie di valanga di pietre. È davvero suggestivo. La Valsesia è legata molto ai miti, i folletti, le streghe, le fate, e molti altri! Ve ne parlerò in un altro post.

 

 

Proseguiamo lungo un sentiero che si stringe pericolosamente lungo una parete molto ripida e alla fine arriviamo alle spalle del lago, è davvero incantevole, resto senza parole. Pensavo che la strada sarebbe stata più lunga invece no, stavolta mi è andata bene!

Sulla riva ci sono quattro persone, due ragazze sedute a osservare e, due fotografi che stanno tenendo d’occhio due coppie di anatre, sono davvero belle. Intorno un silenzio irreale e il suono degli uccellini e dei grilli. Nicolò sottovoce domanda a quello più anziano dove sono i rospi e il signore risponde che loro non li hanno visti, sono lì da due giorni ma niente rospi.

Mi domando se è a causa del caldo, spero che piova un po’ e, la settimana prossima possiamo riprovarci.

 

 

 

Cosa mi ha lasciato questa gita?

Sicuramente la sensazione di totale bellezza e il grande potere della natura che ci circonda, l’energia che è intorno a noi, diffusa dagli alberi e dagli altri elementi. Noi siamo fortunati perché abitiamo in un posto che è immerso in tutto questo, io però sono cresciuta in una grande città, il nostro sviluppo sensoriale è differente se viviamo esperienze che non fanno parte del nostro quotidiano, non a caso quando ho fatto la prima passeggiata in montagna dopo mesi a Milano mi sentivo completamente impedita. Invece il bello per i nostri bimbi è che crescano senza paure, sapendo che possono toccare un fiore senza che gli faccia male (sì alcuni hanno paura dei fiori), che possono esplorare come facevano i nostri genitori, almeno quelli che sono cresciuti in questo modo.

Senza cadere sul banale: è un momento delicato in cui bisogna riflettere davvero su ciò che stiamo lasciando alle generazioni future. Dovremmo conservare la loro eredità…

Intanto vi auguro buona settimana e nel week end fate tutti qualcosa di speciale.

Buona giornata

Aurora Redville

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