Credete alla predisposizione genetica per i fatti bizzarri?

Buongiorno amici lettori,

avete iniziato bene la giornata? Io no.

Vi è mai capitato di fare le cose distrattamente?

A me sì, anche perché spesso di notte dormo poco e così al mattino se non bevo il caffè sembro uno zombie. L’unico errore da parte mia è stato acquistare proprio sabato delle nuove cialde per la macchina del caffè, quali?

Bevanda alla Camomilla.

Distratta da Ohm che mi sbatteva sul ginocchio la sua carota di gomma per giocare, alle 6,45 non ne avevo proprio voglia ma lui sì! Mi sono chinata per lanciargliela oltre il divano e ho afferrato senza guardare la scatola con dentro le cialde prendendo la prima che mi è capitata in mano. Ho scaldato il latte di riso (sono intollerante al lattosio) e sbadigliando ho inserito la cialda nella macchina, non ho visto il colore del liquido perché stavo prendendo il miele di acacia e sistemando un tovagliolo sulla penisola o se preferite la zona breakfast. Ho sentito in effetti uno strano profumo, diverso da quello del caffè, ma ho pensato di aver “beccato” il caffè d’orzo, pazienza, amen.

Mi sono seduta col viso rivolto alla finestra che dà sul bosco e mi sono rilassata, il verde dona sempre serenità anche se ancora c’era un po’ buio. Ho pensato che avrei visto l’Aurora anche oggi e ho assaggiato il liquido della tazza, solo per una frazione di secondo non l’ho sputato. Avete presente la camomilla nel latte di riso al mattino?

Non mi è piaciuta. Vi assicuro che esperimenti strani ne ho fatto, tipo i Chipster con la nutella, o la pizza all’ananas quando avevo davvero molto appetito. Quindi non sono una tipa schizzinosa.

Mentre riflettevo sul fatto che davvero (forse) stanotte dovrei evitare di svegliarmi e mettermi a prendere appunti sul quaderno, ho pensato di scrivere un post sull’insonnia, ma poi mi sono detta che vi avrebbe conciliato il sonno così eccomi che vi racconto un’altra storia.

Avete mai pensato che per vivere fatti bizzarri o divertenti bisognasse andare in una grande città? Come quelle che si vedono nei film, Londra, Parigi, New York, Los Angeles… io non l’ho mai pensato perché finora probabilmente mi sono trovata nel posto giusto al momento giusto! O forse sbagliato? Dipende dai punti di vista.

Ieri ho pubblicato su Instagram un post con la scritta LOVE, fatta sulla sabbia il mese scorso e, ho scritto che avrei raccontato cos’era successo mentre realizzavo la foto. Penserete che è una storia inventata, nessun problema, va bene, in realtà però spesso e volentieri mi capita di vivere delle esperienze divertenti, o come dice mio marito: “ma li trovi tutti tu?”.

Sì, credo che bisogna essere sempre molto predisposti a certe situazioni, cogliere l’attimo!

In questo caso io stavo cercando di realizzare un video e una sequenza di immagini della scritta LOVE che veniva cancellata dalle onde, mi trovavo a Porto Ferro e la spiaggia era praticamente deserta a parte per i nostri vicini di ombrellone che erano una piccola comunità di tre famiglie e si sono piazzati proprio appiccicati malgrado ci fosse tutto lo spazio del mondo. Mi sono messa sulla riva e dopo aver inspirato il profumo del mare ho fatto la scritta. Ero emozionata infatti la sera prima non ero riuscita perché c’erano le onde troppo forti, così mi sono piazzata davanti alla scritta e ho aspettato. Uno, due… ecco che il bambino tedesco di nome Borg (probabilmente suo padre è un appassionato di tennis, o la madre amava segretamente Bjorn Borg), si mette a correre e finisce per passare con i suoi piedini in quel quadrato di sabbia così importante per me, non chiede scusa tanto è preso dalla sua corsa, ma io lo guardo malissimo. Mi sposto e riscrivo, ma questi simpatici ragazzini (sono in 4) sembra abbiano deciso di distruggere solo le mie scritte, oltretutto c’è scritto LOVE non HATE.

I miei bimbi Nicolò e Mattia, decidono che è meglio realizzare una specie di muraglia per bloccare gli aggressori e così per i successivi dieci minuti aspetto. Finita la muraglia osservo il lavoro ben riuscito e riscrivo le famose lettere, prendo il cellulare, apro la fotocamera ma arriva un’onda fortissima che cancella tutto, aspetto un istante ancora che si calmino le onde, è passato un motoscafo che ha agitato le acque, mi rimetto lì, osservo e mi preparo. Niente da fare, dopo aver fatto la scritta arriva un tizio di corsa, talmente di corsa che io china per l’inquadratura non l’ho notato, cosa fa? Passa velocissimo e calpesta la mia scritta! Io urlo: “Hey!” lui si volta mi guarda e mi manda un bacio. Io resto con la bocca aperta e vorrei corrergli dietro per lanciargli la sabbia, mi trattengo. Vado da mio marito e gli spiego il problema. Ride, lui è molto zen niente lo scalfisce, poi vedendo i miei occhi cambiare colore mi suggerisce di dirigermi più in là, anzi molto più in là, verso le calette dove sicuramente c’è meno gente: “Si vede da qui che non c’è nessuno” afferma molto convinto.

Man mano che mi allontano mi sento felice, da sola e… ecco di fronte a me che sta venendo nella mia direzione il tizio che corre, è tutto lanciato, direi anche molto convinto, tutto bello muscoloso e abbronzato, penso che potrei fargli uno sgambetto, mi sembra brutto però, una ragazza della mia età certe cose non deve farle, così opto per il metodo “distrazione”.

C’è proprio davanti a me un bastone di legno, sta a vedere che forse ci riesco…

No tranquilli, non lo tiro invece rallento e sorrido, sciolgo i capelli e li muovo con molta eleganza di qua e di là. Eccolo lì, mi nota e sorride a sua volta, è distratto, è completamente preso, si dirige proprio verso di me con uno sguardo da predatore.

Uno, due, tre. Tack!

Calpesta il bastone e prende una storta, quasi cade miseramente, e io mi metto a ridere. Adesso non sorride più. Io arrivo proprio davanti a lui e dico soddisfatta: “così impari a calpestare le mie scritte!”

Lui mi guarda e con stupore risponde: “non ci credo, l’hai fatto apposta! Va bè scusa! Prima non mi sono accorto.” Poi fissando i suoi occhi nei miei: “Ti va di bere qualcosa?”

Lo guardo seducente e anche se ho sete penso che il bar è a due chilometri da qui, poi ribatto acida: “Non ci penso proprio! Ho una scritta che mi aspetta.” E ridendo proseguo sulla mia strada.

Dopo dieci minuti di passeggiata ho trovato il posto giusto, la mareggiata notturna ha creato uno spazio un po’ più ampio sulla riva, osservo il movimento delle onde, è perfetto. Faccio la scritta, prendo il telefono e osservo che non va bene, la O è troppo grossa, riscrivo e faccio qualche scatto. Nel frattempo arrivano le onde e si cancella. La scrivo un’altra volta e realizzo qualche video, sono talmente presa che non mi accorgo che nella mia direzione arriva qualcuno. Sento solo: “Hello!”

Mi volto e una signora mi sorride, la osservo bene mentre rispondo “Hello!”, è bionda, indossa un bikini striminzito peggio del mio, è talmente abbronzata che non si può immaginare di quale colore fosse la sua pelle in precedenza, è tutta rinsecchita ed è molto, molto, molto anziana.

Mi colpisce subito il suo sorriso, è solare e simpatico.

Se volete sapere come va a finire vi do appuntamento a mercoledì prossimo.

Buona giornata

Aurora Redville

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(Antonio Gramsci)