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In principio era il verbo. No, in principio era il sesso.
(Antonio Gramsci)

Credete nella predisposizione genetica? part two...

October 24, 2019

Buongiorno amici lettori, mi dispiace di avervi lasciato in attesa del seguito ma è stato necessario…

Scherzo, in realtà ho avuto tante cosa da scrivere, inoltre mi ha fatto davvero piacere ricevere i vostri commenti, anche fuori da scuola qualche mamma mi domandava: “quando pubblichi il seguito della storia?”.

Ok, vi accontento.

Riprendiamo da dove avevo lasciato.

 

Dopo dieci minuti di passeggiata ho trovato il posto giusto, la mareggiata notturna ha creato uno spazio un po’ più ampio sulla riva, osservo il movimento delle onde, è perfetto. Faccio la scritta, prendo il telefono e osservo che non va bene, la O è troppo grossa, riscrivo e faccio qualche scatto. Nel frattempo arrivano le onde e si cancella. La scrivo un’altra volta e realizzo qualche video, sono talmente presa che non mi accorgo che nella mia direzione arriva qualcuno. Sento solo: “Hello!”

 

 

 

Mi volto e una signora mi sorride, la osservo bene mentre rispondo “Hello!” è bionda, indossa un bikini striminzito peggio del mio, è talmente abbronzata che non si può immaginare di quale colore fosse la sua pelle in precedenza, è tutta rinsecchita ed è molto, molto, molto anziana.

Mi colpisce subito il suo sorriso, è solare e simpatico. Mi ricorda qualcuno… però non riesco a mettere a fuoco… ci sono! Somiglia in modo impressionante a Iris Apfel, l’eccentrica designer novantottenne, adesso anche modella più veccia del mondo.

Questa signora però è un po’ più giovane, e abbronzata.

Non so voi ma io di solito quando conosco una persona cerco sempre di pensare a chi somiglia, ma tralasciamo questi dettagli, la signora si presenta, userò un nome di fantasia mi piace Tamara come la Lempicka, anche perché hanno molto in comune.

Parla in una strana lingua che proprio non riconosco, scopro che è olandese, e qui ho pensato al mio amico Dario che la sta studiando da autodidatta. Un vero casino!

Così mi rivolgo a lei col mio inglese stentato, sì da qualche anno non lo studio più e quindi l’ho dimenticato, ma in qualche cassetto del mio cervello insieme a un numero spropositato di gesti riesco a ricordare e comunicare con lei.

Scopro che è un’artista, una pittrice, è olandese con base a Londra, ma guarda un po’ che caso?!

Ha la bellezza di 8... anni ma lo spirito di una ragazzina, è simpatica e ha la stessa risata di mia nonna Marge, questo mi fa venire i brividi, e sono completamente presa da lei, l’ascolto con trasporto e affetto è come ritrovare mia nonna che…

Ecco che dalla sabbia o meglio da sotto un ombrellone fucsia gigante spunta un ragazzo, cioè avrà la mia età, quindi sì, un giovane uomo. Si siede e guarda nella nostra direzione fa un cenno di saluto e poi decide di alzarsi… ciò che vedo ha dell’incredibile.

Voi lo sapevate che le calette di Porto Ferro sono utilizzate dai naturalisti, o meglio credo solo quella più in fondo ma non sono sicura, comunque non pensavo si potesse stare anche nella parte di spiaggia dove sono io. Mi guardo attorno perché con la ricerca della location non mi sono resa conto che sono davvero arrivata alle calette, ecco la solita stordita!

Il giovane si avvicina a grandi passi, è proprio un bel ragazzo, alto, abbronzato, i capelli lunghi e atleticamente muscoloso, molto, soprattutto nella parte che dovrebbe rimanere riparata dalla luce. Sì è proprio così, in realtà non c’è niente di male, anche io se non fossi diventata pudica lo farei, solo qui però, nascosta agli occhi indiscreti.

Lui sembra molto a suo agio, tira indietro i capelli mossi e castani e sorride gentile. Magari è suo figlio che è venuto in vacanza con lei, sì sicuramente.

Potrei trovare delle somiglianze, tenete conto che tutto succede in pochi istanti, pensate quanto lavora velocemente il cervello!

Si chiama Jonas, ha due occhi verdi bellissimi, e ammetto che sono molto imbarazzata almeno per i primi minuti cerco di guardarli negli occhi, ma poi niente, lo sguardo cade lì. Si rivolge a me in svedese!

Ma insomma, è quasi peggio dell’olandese!

Chiedo gentilmente di parlare in inglese o eventualmente italiano, la nostra è una lingua bellissima!

Sto chiedendo il grado di parentela quando Tamara domanda se mi piace il suo toyboy!

Ecco. Così imparo a pensare sempre le cose più ovvie. Sto per rispondere che CEEEERTO è molto carino ma sento la voce di Nicolò che è venuto a cercarmi, con la sua voce squillante sta chiamando Aurora! Perché non mamma?

Quando mi raggiunge spiega che chiamava il mio nome così nessuno poteva sbagliare, lui cercava Aurora, magari c’erano tante mamme. Ok ok, ha una sua logica.

Nicolò si guarda attorno e poi con tono divertito dice: “mamma ti sei accorta che qui sono tutti nudi?”

Rispondo che non ci avevo fatto caso, e lui prosegue abbassando la voce: “mamma secondo te non hanno i soldi per comprarsi il costume?”

Spiego al mio bimbo che una volta tanto tempo fa giravamo tutti senza vestiti, e che alcune persone amano farlo ancora. Lui annuisce serio così domando se c’è qualche problema o se gli dà fastidio.

“No mamma, stavo pensando che in effetti il costume da fastidio, mi piacerebbe mettermi nudo ma ho vergogna” così gli racconto che da piccolo…

“Quando eri piccolo ti tenevo sempre nudo, abbiamo le foto a testimonianza, infatti tua cugina Bianca, anche lei un giorno mi domandò se non avevo i soldi per comprarti il costume… vedi avete pensato la stessa cosa. Se vuoi puoi stare nudo per me non ci sono problemi.”

Lui sorride e domanda: “hai fatto le foto? Papà sta aspettando, è passata un’ora.” Esagerato!

Presento Nicolò a Jonas e Tamara, si mettono a dialogare e mentre Tamara mi parla del suo fantastico lavoro, io le racconto del mio cambio di direzione (lavorativamente parlando) e lei è entusiasta, Nicolò fa il bagno con Jonas che è felice di giocare con lui.

Dopo forse una mezz’ora vedo arrivare mio marito col suo passo di leopardo, già da lontano lo vedo ridere sotto i baffi. Si avvicina e stringe la mano di questa simpatica signora, esce dall’acqua anche il toyboy e a mio marito cade la mascella, adesso sono io a sghignazzare, senza farsi sentire dice sottovoce: “solo tu puoi…” non finisce la frase perché arriva Jonas e si presenta, in realtà lo so che per lui non c’è nessun problema, ma ho capito il suo commento.

Non vi racconterò che dopo alcuni minuti ho incontrato anche un amico abbastanza famoso che era lì come mamma l’ha fatto, ho scoperto che ha dei lati nascosti davvero interessanti ah ah ah ah ah.

 

Il succo del racconto qual è?

 

Se anche la giornata inizia male di sicuro avrà modo di migliorare. Io ho conosciuto due persone interessanti, rimediato un invito ad Amsterdam e Londra e, sono anche riuscita a fare il video della scritta LOVE…

Che dite l’anno prossimo farete un salto alle calette?

Spero di aver rasserenato questa giornata di pioggia, vi auguro una buona giornata!

Aurora Redville

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