Il mio arrivo a casa

Il 1° settembre del 2018 ho ricevuto una visita a sorpresa mentre stavo giocando con i miei fratelli, eravamo in giardino a rotolarci e poi ho visto due bambini con la mamma e il papà. Mi sorridevano così sono andato ad annusarli, sapevano di buono, di biscotti al forno come ho scoperto più tardi, invece la loro mamma aveva un profumo di fiori che mi piaceva tantissimo così quando si è chinata le ho leccato tutta la faccia.

Ridevano e mi hanno subito messo allegria così quando il più grande -Nicolò- mi ha preso in braccio io mi sono sentito al sicuro, i miei fratelli sono tornati in casa e io sono rimasto a giocare con loro, tutte le coccole erano per me ed era stupendo.

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Il più piccolo -Mattia- mi ha chiesto se volevo andare con loro e ha provato a prendermi in braccio ma non ci è riuscito così mi ha preso la loro mamma -Aurora- mmh che profumo!

Mentre uscivo dal cancello ho avuto una strana sensazione e mi sono sentito improvvisamente triste, per tutto il viaggio sono stato con Aurora, mi accarezzava e cercava di calmarmi quando ho iniziato a tremare, poi mi sono addormentato tra le sue braccia e mi sono risvegliato quando si è fermata la macchina.

Aurora è uscita e mi ha messo per terra, c’era un prato gigantesco così sono andato ad annusare e ho fatto la pipì, tutti ridevano e sembravano felicissimi, ho esplorato un po’ e ho conosciuto uno strano animale ha detto di chiamarsi Ash il Riccio, mi ha sconsigliato di avvicinarmi troppo e ha detto che non posso mangiare le sue cose.

I bimbi mi hanno chiamato per nome Ohm e io ho capito che dovevo seguirli. C’era una grande casa dalla costruzione un po’ strana ma nell’insieme mi piaceva, l’unico problema erano le scale: io non so salire le scale.

Mi ha preso Emiliano -il papà- e mi ha portato in casa. Ho subito sentito uno strano odore e appena mi ha messo giù mi sono guardato attorno, ho sentito un fruscio sotto il divano così ho sbirciato, appena mi sono avvicinato ho visto una saetta gialla che è schizzata sotto il mobile, invece dopo un istante è venuto fuori uno strano esserino tutto grigio che è saltato sul divano.

Ho provato ad avvicinarmi e l’ho annusata, era una femminuccia, era molto spaventata così i bimbi si sono seduti e ci hanno presentati: “Ohm lei è Grant, è la tua sorellina e non devi farla spaventare” mentre Nicolò mi dava le raccomandazioni lei si è messa a soffiare e mi sono ribaltato per lo spavento.

Mattia è arrivato con un altro uguale a Grant ma tutto giallo. “Lui è Uccio il tuo fratellino ma in realtà il suo nome è Iron Cat, come Iron Man, perché lui è un sopravvissuto. Prima li avevamo chiamati Effetto e Grant come il romanzo della nostra mamma ma è troppo lungo”.

Aurora mi ha portato nelle altre stanze della casa per farmi annusare, e ho trovato la mia cuccia con dentro un bel peluche proprio davanti al divano, l’ho morsicato un po’ e poi sono tornato dai due nuovi fratellini per giocare con loro a rincorrerli, ma loro due saltavano da tutte le parti quindi mi sono stancato dopo dieci minuti.

Continua…

 

Ognuno ha il cane che si merita

The best of the week

Buon giorno amici, com’è andata la settimana?

La mia è stata impegnativa ma piacevole, a tratti divertente… certo non è ancora finita però, sono sicura che il week end mi riserverà ancora qualche sorpresa.

Sono una persona che di solito osserva i particolari e, di tanto in tanto incappo in persone che sembrano uscite da qualche film comico, di fantascienza, fantasy, a volte anche thriller… sì, direi che è proprio così.

Comunque, questa settimana sono capitate delle cose che voglio condividere con voi, sicuramente qualcosa lo utilizzerò per il mio nuovo libro, ma è anche vero che di solito la realtà supera di gran lunga la fantasia.

Ecco la prima cosa divertente che mi è successa e, ammetto che ho dovuto mantenere un certo autocontrollo…

Ero a fare una passeggiata col mio cucciolo Ohm, e stavamo facendo il nostro solito giro nel bosco vicino casa, quando in lontananza ho visto un signore.

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Fin qui tutto normale (capita spesso di incrociare altri cani con i loro padroni), poi man mano che si avvicinava sentivo abbaiare, peccato che non vedessi bene perché c’erano molte piante lungo il sentiero, a un tratto vedo un cagnolino tenerissimo, minuscolo, color crema e con un cappottino davvero fashion.

Era tutto rosa con la scritta GIRL, le ho sorriso subito, ma il mio Ohm era eccitatissimo di incrociare una femminuccia così carina quindi ha cominciato a sculettare (lo fanno solo i boxer) e poi tirare verso di lei. Io ero assolutamente tranquilla perché a differenza dell’altro cane (che non c’è più) che quando incrociava Chihuahua, Pincher nani e altre razze di cani minuscoli pensava solo “fiesta ti tenta tre volte tanto!” vuol dire che se li sarebbe divorati solo perché cercavano di mordergli il muso, invece con il mio Ohm ero tranquillissima finché…

Il signore in questione poteva avere tra i 45 e i 50 anni, corporatura media, ma osservandolo da vicino ho pensato che fosse uno sportivo, di quelli che vanno in palestra, era solo un po’ strano vederlo tenere un guinzaglio tutto rosa, non era molto maschile diciamo, però era di certo coordinato al cappottino. Sembrava comunque avere una certa prestanza fisica, per questo quando la piccola chihuahua ha iniziato a tirare verso Ohm abbaiando furiosamente mi aspettavo che scherzasse mentre cercava di “domare” la sua cucciola. Invece no. La scena è stata più o meno così: la piccola girl tirava verso di noi, e Ohm tirava per andarle incontro scodinzolando e inserendo la sua tattica di “lecchinamento costante” o come dice il suo veterinario di “leccatore seriale” quando sento l’uomo urlare “lo tenga lo tenga!!” con gli occhi fuori dalle orbite, io ho la clavicola che sta per staccarsi insieme al polso tanto sta tirando Ohm, ma non mollo. Vedo il tizio col terrore negli occhi e penso che probabilmente ha paura che si mangi la sua dolce cucciolina… invece no, mentre tengo saldamente il guinzaglio sento di nuovo “lo tenga lo tenga! Oh Dio non la tengo, non la tengo!!!”

Non la tengo??? Io scoppio a ridere per la scena, insomma è abbastanza ridicolo no?

Così tra una risata e l’altra ribatto: “ce la fa o devo chiamare aiuto?”

Lui mi guarda con gli occhi sgranati ed esplode “c’è poco da ridere! Tira tantissimo sembra assetata!” io mi sto domandando cosa voglia dire ma prosegue “guardi che anche se è piccola tira tantissimo sembra una leonessa! Mica è colpa mia.”

Non so cosa rispondere perché già trovo ridicolo quello che sta dicendo, però azzardo una domanda: “immagino… mmh quanto pesa?”

“Ben un chilo e duecento grammi” sì, i grammi sono importanti nella vita.

“Ah capisco… vuole provare a tenere il mio?” e mi scappa da ridere.

“Ma per carità! Così mi slogo la spalla!”

Io lo fisso trattenendo un’altra risata anche se ormai ho le lacrime agli occhi, e poi chiedo gentilmente: “mi scusi ma è sua o della sua ragazza?”

Lui alza le mani: “per carità no! Io odio i cani, è della mia ragazza. Però, è strano perché quando la porto fuori io è sempre agitata… cerca sempre di scappare.”

“Capisco. Forse lo sente, ecco probabilmente sente che lei non le vuole bene.”

“Certo che non le voglio bene, la mia ragazza preferisce lei a me! E poi è così ridicola con questi cappottini, ne avrà una decina tutti di colore diverso.” In tono piagnucoloso!

Prima che mi chieda una seduta di psicoterapia penso “okay forse è meglio che vado via”.

“Senta io devo passare da quella parte, può prendere la cucciola in braccio? Così siamo tutti più tranquilli…”

“Mmmh va bene.”

Aspetto che la prenda in braccio e lui che fa? Estrae dalla tasca un paio di guanti color crema di quelli monouso che io utilizzo di solito per pulire gli orecchini d’argento. Li indossa e poi solleva la cagnolina tenendola pericolosamente davanti a lui ma senza avvicinarla al suo corpo.

Io tengo Ohm col guinzaglio corto e mentre passo sul bordo della strada lo strano signore mi sorride, così Ohm che ha manie di protagonismo decide di dargli un bacio, quindi senza che io possa fare alcunché alza le zampe anteriori e gliele poggia sulla spalla destra, contemporaneamente gli lecca la faccia e quello lì per tirarsi indietro finisce per perdere l’equilibrio e quasi cade per terra.

Io strattono il mio cane e lui mi urla contro: “si tenga quella specie di lecchino ambulante!!!” io lo guardo seria e ribatto “il mio sarà anche un leccatore seriale, ma almeno pesa trentacinque chili!!”

“Cosa sta insinuando?”

A questo punto aveva una faccia strana, tipo di sconcerto misto a rabbia. Io che non sono solita provocare ho lasciato perdere e ho detto: “non sto insinuando niente…” e mentre pronunciavo queste parole la povera cagnetta tenuta in aria troppo tempo ha cominciato ad agitarsi, e per concludere in bellezza gli ha fatto la cacca sulla scarpa stilosa della Saucony.

Prima di esplodere in una risata sono scappata via mentre lui con la bocca aperta e con una espressione di incredulità si guardava la scarpa.

E che dire?

Chissà se aveva anche le salviette umidificate in tasca.

Buona giornata

Aurora Redville.