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La felicità cresce in giardino (e non costa nulla)

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"Le storie più belle non iniziano sempre con un colpo di scena. A volte iniziano semplicemente uscendo di casa."


La colonna sonora della lettura: Ludovico Einaudi -Experience


Miei cari amici lettori,

ci sono parole che arrivano all'improvviso e, senza quasi accorgercene, entrano a far parte del nostro vocabolario.

Negli ultimi mesi me ne è capitata una davvero curiosa: "Touch grass."

Letteralmente significa "tocca l'erba".

All'inizio veniva usata quasi come una battuta per prendere in giro chi trascorreva troppo tempo davanti a uno schermo. Oggi, invece, è diventata qualcosa di molto più profondo: un invito a rallentare, a respirare e a ricordarci che esiste un mondo oltre le notifiche.

E forse è proprio questo il punto.

Non siamo soltanto troppo connessi.

Siamo sempre meno collegati con la natura.

Secondo alcune ricerche trascorriamo oltre il novanta per cento della nostra giornata tra casa, ufficio e automobile. Pensateci un attimo. Viviamo gran parte della nostra vita al chiuso, mentre fuori continuano ad alternarsi albe, tramonti, pioggia, vento e stagioni... senza che ce ne accorgiamo.

E allora mi sono fermata a riflettere.

Quando è stata l'ultima volta che avete ascoltato il vento senza avere le cuffie nelle orecchie?

Quando avete osservato un tramonto senza sentire il bisogno di fotografarlo?

Quando avete camminato senza controllare ogni cinque minuti il telefono?

Io ho la fortuna di vivere in una casa ai confini del bosco.

E credetemi, ogni giorno mi ricorda quanto poco basti per sentirsi bene.

C'è un piccolo orto che curo con mio marito. Non è grande, ma custodisce qualcosa che oggi sembra diventato raro: il tempo. Il tempo di seminare, aspettare, osservare una pianta crescere e capire che, proprio come nella vita, le cose più belle hanno bisogno di cura e pazienza.

Tra pomodori, zucchine e piante aromatiche ogni stagione porta con sé un profumo diverso.

Il rosmarino dopo un temporale.

La salvia che cresce un po' dove decide lei.

La menta che ogni estate invade qualche angolo in più del giardino.

Sono dettagli.

Eppure, sono proprio i dettagli a cambiare le nostre giornate.

E poi c'è il bosco.


Aurora Redville nel suo bosco
Aurora Redville nel suo bosco

Quasi ogni mattina io e il mio boxer, Ohm, usciamo per salutare il nuovo giorno. Camminiamo lentamente tra gli alberi mentre il sole filtra attraverso i rami, il silenzio viene interrotto soltanto dal canto degli uccelli e l'aria profuma di terra umida.

Non facciamo nulla di speciale.

Camminiamo.

Respiriamo.

Ci fermiamo.

E, senza accorgercene, rimettiamo ordine nei pensieri.

Lo so che può sembrare strano a chi vive in città, ma gli alberi hanno un'energia tutta loro.

Non parlano.

Non giudicano.

Non hanno fretta.

E forse è proprio questo il loro insegnamento più grande.

Negli ultimi anni anche la scienza ha iniziato a confermare quello che molte culture conoscevano da secoli. Passeggiare nella natura, dedicarsi al giardinaggio o semplicemente trascorrere del tempo in un parco può ridurre lo stress, migliorare l'umore, favorire il sonno e contribuire al benessere psicofisico. Perfino il cosiddetto bagno di foresta, nato in Giappone, viene oggi studiato per i suoi effetti positivi sul nostro organismo.

Eppure continuiamo a cercare la serenità nei posti più complicati.

Scarichiamo applicazioni per imparare a rilassarci.

Compriamo libri che ci spiegano come respirare.

Guardiamo video che ci insegnano a meditare.

Quando, forse, fuori dalla porta di casa c'è già tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

A volte ho l'impressione che la felicità sia diventata un prodotto.

Ci convincono che serva un corso.

Un viaggio dall'altra parte del mondo.

L'ultimo oggetto di tendenza.

L'ennesimo obiettivo da raggiungere.

Poi basta appoggiare una mano sulla corteccia di un albero e ci si ricorda che la serenità non ha mai cambiato indirizzo.

È sempre rimasta lì.

Ad aspettarci.

Molte delle idee che hanno dato vita ai miei romanzi non sono nate davanti a una tastiera.

Sono nate durante una passeggiata nel bosco.

Mentre osservavo la luce attraversare le foglie.

Mentre ascoltavo il rumore del vento.

Mentre Ohm correva felice qualche metro più avanti.

Ed è proprio lì che ho capito una cosa.

La natura non pretende nulla da noi.

Non ci chiede di essere perfetti.

Non ci domanda quanti follower abbiamo.

Non misura il nostro valore in base al lavoro che facciamo o ai risultati che otteniamo.

Ci accoglie.

E basta.

In un mondo dove tutti sembrano aspettarsi qualcosa da noi, sentirsi accolti è un lusso immenso.

Per questo oggi vorrei lasciarvi un piccolo consiglio.

Non serve vivere ai confini di un bosco.

Non serve avere un giardino.

Non serve possedere un orto.

Basta volerlo.

Può essere una panchina in un parco.

Una passeggiata lungo un fiume.

Un vaso di basilico sul balcone.

Il profumo della lavanda.

Un cielo stellato.

Dieci minuti senza telefono.

Perché la natura non ci chiede grandi imprese.

Ci chiede soltanto di essere presenti.

E forse è proprio questa la rivoluzione più semplice che abbiamo dimenticato.

 

Il mio pensiero

Forse abbiamo smesso di cercare la felicità nei posti giusti.

Pensiamo che si trovi sempre un po' più in là.

Nel prossimo viaggio.

Nel prossimo stipendio.

Nel prossimo traguardo.

Poi un mattino esci di casa, il tuo cane ti guarda come se il mondo iniziasse proprio da quella passeggiata, il sole filtra tra gli alberi e ti accorgi che tutto ciò che stavi inseguendo era già lì.

Ad aspettarti.

La felicità, forse, cresce davvero in giardino.

E la cosa più bella è che non costa nulla.

 

Aurora Redvilleper il Redville Journal

Perché capire è più rivoluzionario che giudicare.

 

Happiness Grows in a Garden (And It Costs Nothing)


🎵 Reading Soundtrack

Ludovico Einaudi – Experience


"The most beautiful stories don't always begin with a plot twist. Sometimes they begin with something as simple as looking up."


There is something magical about inspiration.

The funny thing is...

it rarely arrives when we're looking for it.

People often ask me where I find the ideas for my novels.

They imagine long hours sitting at a desk.

A blank page.

A laptop.

A cup of coffee.

Sometimes that's true.

Most of the time, it isn't.

The stories that have stayed with me the longest were never born in front of a keyboard.

They arrived while I was walking through the woods.

While I watched sunlight dancing between the trees.

While Ohm ran happily a few steps ahead of me, stopping every now and then to investigate a new scent only he seemed able to notice.

Somewhere between silence and birdsong...

my imagination always finds its way home.

Perhaps that's why I believe nature doesn't simply calm us.

It reminds us who we are.

It asks nothing from us.

It doesn't care how many followers we have.

It doesn't measure our worth by productivity, success, or achievements.

It simply welcomes us.

Without expectations.

Without judgment.

Without deadlines.

And in a world where everyone seems to expect something from us...

that kind of welcome feels almost revolutionary.

Sometimes I think we've made happiness unnecessarily complicated.

We've convinced ourselves it lives somewhere else.

In the next promotion.

The next vacation.

The next house.

The next version of ourselves.

As if joy were always waiting just beyond the horizon.

But perhaps we've been looking in the wrong direction all along.

Perhaps happiness has never been hiding.

Perhaps we've simply stopped noticing it.

The warmth of the morning sun on our face.

Fresh basil picked straight from the garden.

The scent of wet earth after summer rain.

The sound of leaves moving gently in the wind.

A dog who reminds us, every single morning, that every walk is an adventure.

These moments don't ask to be photographed.

They ask to be lived.

One of my favorite places is still the forest just a few steps from home.

Whenever life feels noisy...

I walk there.

No destination.

No headphones.

No urgency.

Just the rhythm of my footsteps and the quiet company of the trees.

Some people meditate.

Others practice yoga.

Some travel across the world searching for peace.

I simply walk.

And somehow...

the answers always seem to find me before I find them.

Maybe that's the greatest lesson nature has to offer.

Everything grows at its own pace.

Trees don't compare themselves with other trees.

Flowers don't bloom earlier just to impress anyone.

The seasons never apologize for taking their time.

Nature never rushes.

Yet everything arrives exactly when it's supposed to.

I often wonder what would happen if we learned to live the same way.

Less comparison.

Less hurry.

Less pressure.

More presence.

More gratitude.

More sky.

Because maybe the real luxury today isn't owning more things.

Maybe it's having enough time to notice the extraordinary hidden inside ordinary moments.

A Thought from Aurora

I don't believe we've lost our ability to wonder.

I think we've simply become distracted.

We've learned to look down...

at our phones,

our schedules,

our worries,

our endless lists of things to do.

Maybe it's time to look up again.

Tonight, before you go to bed, step outside for just five minutes.

Leave your phone inside.

Look at the sky.

You don't have to search for answers.

Let the sky ask you a question instead.

You may be surprised by what your heart already knows.

Because happiness...

might have been growing quietly in your own garden all along.


Aurora Redvillefor Redville Journal

Because understanding is more revolutionary than judging.

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© 2021 by Aurora Redville 

​«In realtà sono convinta che la gelosia non sia il metro con cui misurare l’amore, bensì le nostre insicurezze. Credo però che ce ne voglia una giusta dose in ogni rapporto d’amore, perché attraverso di essa si compiono determinate azioni per l’amato e lo si fa sentire importante.»

Aurora

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